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Consigliere comunale, hai voluto la bicicletta…? Pedala!

Ci sono storie grandi.
Ci sono, a volte, storie piccole, decisamente piccole che hanno una grande importanza, soprattutto quando riguardano la vita delle istituzioni, la loro credibilità ed autorevolezza. La vicenda che tiene banco in queste ore riguarda il consigliere del Partito Democratico, Giovanni Colantuono, risultato beneficiario del contributo economico comunale per l’acquisto delle biciclette. La vicenda è piccola per tanti versi, non solo per l’entità economica del contributo. È piccola e va dimensionata, in particolare, perché evidentemente non è un falso o una truffa ai danni del Comune. È piccola, in fondo, perché si tratta di un diritto del cittadino di accedere ad un beneficio che, sebbene consigliere comunale, non ha neanche contribuito a decidere.
La vicenda, però, è profondamente grave e inopportuna sul terreno politico e merita risposte adeguate dal Partito Democratico. Sarebbe sbagliato vederla come conseguenza di una giustificabile leggerezza, peraltro da parte di una persona che da oltre quindici anni siede nella massima assemblea cittadina. Quando si decide di candidarsi al Consiglio Comunale bisogna avere la consapevolezza delle conseguenze, dei doveri politici e morali che derivano dall’esercizio di una funzione pubblica. In alcuni casi, bisogna sapere che le prerogative pubbliche condizionano la piena libertà di cittadino. La vicenda si presta a ricordare un antico detto popolare. Quando si decide di volere la bicicletta bisogna sapere che occorre pedalare e non lamentarsi troppo per questo.
Il Consiglio Comunale di Acerra, tuttavia, ha troppe volte dimostrato, in questi anni, di aver smarrito la dimensione politica. Gli eletti rispondono soltanto al proprio elettorato, in una permanente condizione di autoreferenzialità incapace di concepire prima e di realizzare, poi, l’interesse generale. Siamo di fronte ad una drammatica deriva della tenuta morale delle istituzioni locali, dai confini sempre più incerti e indefiniti.
Il Partito Democratico di Acerra doveva avere la consapevolezza che la particolare condizione in cui si è venuta a trovare la propria rappresentanza comunale, ne avrebbe esaltato i limiti e accentuato le difficoltà. Si può senz’altro affermare che queste difficoltà hanno contribuito a determinare, in modo assai significativo, la debolezza dell’intera opposizione.
In altri tempi, la problematica si sarebbe affrontata con la ragionevolezza della ragione politica, la consapevole sensibilità personale e la forza di un’organizzazione più solida. Proprio per questi motivi, il Partito Democratico non può sfuggire, per il ruolo che ricopre e le difficoltà che lo attraversano, alla necessità di indicare e praticare una strada che possa riassegnare credibilità e autorevolezza al Consiglio Comunale.
I danni si sono oramai prodotti e la città aspetta di capire se una soluzione ai suoi problemi possa essere – ancora – trovata sul piano politico e democratico.

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