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L’omicidio del carabiniere a Maddaloni. Sconcerta il silenzio delle Istituzioni locali

Apprendere che alcuni componenti della banda di rapinatori protagonisti della sparatoria nella gioielleria a Maddaloni in cui è stato ferito a morte il giovane appuntato dei carabinieri Tiziano Della Ratta sono di Acerra addolora e induce a diverse riflessioni.
Tanti cittadini acerrani sono increduli e angosciati.
Il senso del dispiacere verso la vita spezzata del servitore dello Stato si accentua pensando alla criminale gioventù sprecata da questi volti infantili, nati e cresciuti ad Acerra.
La nostra città sta vivendo un momento estremamente difficile e questa drammatica vicenda ne è una tragica prova.
Questi giovani hanno dimostrato, con l’atto criminale compiuto, di non riconoscere alcun valore alla propria vita prima ancora di quella degli altri. L’unico valore conosciuto ai lori occhi e alla loro mente è quello del denaro, da raggiungere, forse, nell’unico modo per loro possibile: la violenza e la sopraffazione. Una gioventù senza speranza che decide di vivere per il nulla, negandosi qualunque futuro. Premere il grilletto in quella gioielleria ha sottratto per sempre un marito e un padre, ma anche un possibile futuro a una vita buttata a poco più di diciotto anni, un eventuale riscatto.
Arrendersi subito ai Carabinieri, infatti, avrebbe significato per quei ragazzi darsi una possibilità, una speranza. Invece neanche a questa estrema opportunità ha pensato l’omicida.
Per questo motivo, questa drammatica cronaca di un terribile pomeriggio a Maddaloni ci chiama in causa. Ad Acerra, esiste una generazione senza speranza, senza valori, una generazione costruita sul nulla. Chiunque è chiamato a dare una risposta, a interrogarsi sul fallimento di qualunque rete sociale, dalla famiglia alle istituzioni.
Il silenzio di queste ore di tutte le istituzioni locali, proprio per questi motivi, è sconcertante.
Il Sindaco avrebbe dovuto farsi interprete di un sentimento diffuso tra i cittadini e farsi carico di promuovere un ragionamento collettivo. Il fallimento di quelle vite non può essere solo individuale o familiare. Averne la consapevolezza e dirlo con parole chiare sarebbe stato importante.
Un’altra occasione persa per intraprendere il primo passo di un cammino difficile, ma indispensabile per immaginare un futuro e una speranza per una comunità che ha smarrito la propria identità.
Acerra non può  solo vivere nella certezza del suo sgretolamento.

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