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Dal cielo di Acerra piove una patina grassa…

Si discute e si parla sempre con maggiore consapevolezza e insistenza, nella nostra città, dell’approccio dell’amministrazione comunale e del sindaco in particolare nell’affrontare i problemi.
Non interessa la programmazione, non si lavora per fornire una risposta strutturale alle questioni né la loro risoluzione, l’unica preoccupazione è rafforzare il consenso elettorale attraverso una ridda di annunci e proclami, ma sopratutto attraverso una preordinata gestione del potere comunale. Tutti gli indizi sembrano rafforzare questa tesi, ma i fatti, in questi mesi retti dal sindaco che puoi chiamare per nome, esprimono chiaramente il crinale pericoloso intrapreso da una classe politica capace finora di rinchiudersi nel fortino del palazzo municipale.
È difficile, infatti, trovare nella storia della città una giunta più inconcludente e improduttiva.
È difficile trovare nella storia della città una giunta che apertamente, in Consiglio Comunale, attraverso l’assessore all’Urbanistica, esprima il proprio sostegno all’abusivismo edilizio.
È difficile trovare nella storia della città una giunta che – quasi con cinico calcolo – abbandoni la scuola o l’ambiente al proprio destino. Siamo veramente di fronte alla commedia dell’assurdo, recitata sulla pelle viva di Acerra.
In questi ultimi giorni la città sembra svegliarsi da un torpore sotto l’incalzare degli eventi. Un prevedibile, breve temporale estivo si è concluso con il solito allagamento del quartiere S. Anna, Sannereto, Corso Italia e tante altre zone della città.
Qualcuno, in questi mesi, si è preoccupato di verificare l’attuazione di un programma di pulizia e periodica manutenzione delle caditoie, nella maggior parte dei casi intasate di rifiuti e materiale vario?
Qualcuno si è preoccupato di verificare l’osservanza della convenzione con il gestore del servizio idrico integrato cittadino, oltre alle dimissioni e alla nomina del nuovo consigliere di amministrazione della società Acquedotti Scpa?
I cittadini di molte zone stanno segnalando l’incremento massiccio di zanzare che, soprattutto nelle ore preserali, aggrediscono le persone più esposte e vulnerabili come bambini e anziani. Qualcuno si è preoccupato di attivare e vigilare sulla necessaria opera di disinfestazione e prevenzione che dovrebbe concentrarsi proprio sulle caditoie e lungo i Regi Lagni?
In queste ultime settimane, inoltre, tanti cittadini facendo la pulizia dei balconi o delle parti delle case esposte all’intemperie, hanno potuto verificare come la qualità dell’aria sia – visibilmente e palpabilmente – peggiorata.
Sui balconi e sulle terrazze, ma anche su un’auto in sosta per poche ore, si nota una patina grassa, appiccicosa, una sorta di resina resistente. Spazzare è diventato una sorta di impresa, con ramazze e scope attaccate ai pavimenti. L’inquinamento dell’aria, spesso indefinibile e non percepito, si manifesta nella sua concretezza, diventando rilevabile al tatto, alla vista. In tanti pensano alla caduta dei fumi dell’inceneritore, altri pensano ai vapori emessi dalla centrale in attività nella Montefibre, la realtà è la patina appiccicosa sui balconi.
In un paese normale, un’amministrazione comunale dovrebbe attivare immediatamente ogni attività utile per capire cosa sta accadendo sul territorio e a causa di chi. Con l’Agenzia regionale per la protezione ambientale non si fanno le riunioni per far scrivere comunicati stampa e farsi qualche imbarazzante fotografia da sagra paesana.
In una realtà di frontiera, come lo è sicuramente Acerra sui temi ambientali, si segnalano a tali autorità pubbliche questioni concrete, si concertano attività di verifica e si pretendono controlli puntuali e mirati. Per questo motivo è un lusso continuare a permettersi un assessore all’ambiente e alla legalità che può garantire alla città la sua sola presenza fisica a Viale della Democrazia, nulla di più.
In oltre un anno, il nulla prodotto dalla pedina più importante e qualificata della Giunta Lettieri si è incaricato di spiegare, proprio per far capire e comprendere a tutti, questa banalissima realtà politica e amministrativa.
Sottrarre il suo impegno, la sua competenza, la sua intelligenza al suo lavoro professionale rischia infatti di essere – solo e soltanto – un ulteriore danno al bene di tutti, un’ulteriore perdita per la collettività, una beffa curiosa.

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