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Acerra sommersa nuovamente dall’acqua!

Acerra sommersa nuovamente dall’acqua!
In questi giorni, sarà allestito il cantiere per la riqualificazione di Piazza Castello.
È un fatto positivo, anche se è comprensibile evidenziare la carenza di coinvolgimento della città sul progetto. L’intervento, tuttavia, costituisce un passo importante per la riqualificazione del centro storico, piegato da troppo tempo da un inarrestabile processo di desertificazione e abbandono. Se è vero che esiste una progettazione e una programmazione alla base, è utile sottolineare che comunque deve essere riconosciuto all’attuale amministrazione il merito di realizzare l’intervento. In Italia, come è noto, l’attuazione e l’esecuzione dei lavori pubblici non è mai scontata, anche quando tutto è già definito sulle carte.
La giornata dell’Epifania, in ogni caso, pone e ripropone, con forza e una certa drammaticità, il problema degli allagamenti nella città. Le immagini del Trofeo della Befana, con migliaia di atleti, anche diversamente abili, che percorrevano le strade allagate tra nauseabondi rigurgiti di fogna, hanno fatto rapidamente il giro della rete, con migliaia di visualizzazioni. Comprensibilmente, si sono levate e continuano a levarsi le proteste degli sportivi giunti nella nostra città, anche da fuori regione, nella ricorrenza che tutte le festività porta via.
Gli allagamenti  più gravi, come testimoniano le immagini, si sono verificati in località Sannereto e Corso Italia.
L’evento meteorologico di ieri non è stato un nubifragio, è stato solo e soltanto una pioggia intensa, neanche particolarmente prolungata. È evidente che i problemi strutturali e la carenza di manutenzione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche sono le cause di questi ripetuti allagamenti. Nell’arco di pochi mesi, sono stati registrati, peraltro in un periodo di scarsità di eventi piovosi, diverse situazioni del genere.
Continuare, con superficialità irresponsabile, a parlare di eventi straordinari ed eccezionali, a questo punto, sarebbe un’offesa all’intelligenza, alla logica e al buon senso.
Il Comune di Acerra, per ragioni e motivazioni che risultano indecifrabili, non intende affrontare questo problema.
La realizzazione di un collettore fognario sulla provinciale Cancello Caivano, già finanziato con le compensazioni ambientali per un ammontare di sei milioni di euro, giace nel cassetto. Il problema della manutenzione delle caditoie, per il quale il Comune e la società partecipata che gestisce il servizio idrico integrato si rimpallano, con ricercata discrezione, la competenza, è stato totalmente rimosso dall’azione amministrativa e istituzionale, nonostante le ripetute e costanti sollecitazioni. Per non parlare dell’indispensabile pulizia dei controfossi laterali dei Regi Lagni – dove scaricano tutti i principali collettori fognari della città di Acerra – ormai largamente ostruiti, compromessa dall’incapacità della giunta comunale di un’adeguata ed efficace interlocuzione istituzionale e programmatica con il Consorzio di Bonifica del basso Volturno.
È necessario che il Comune ridefinisca subito il quadro delle priorità dell’azione amministrativa, attribuendo a questa problematica il rilievo necessario. I ritardi strutturali del sistema cittadino di smaltimento delle acque meteoriche costituiscono un’emergenza grave, che incide sulla qualità della vita della popolazione e aggrava il degrado ambientale. Il quadro degli interventi tecnici e delle iniziative amministrative da assumere è definito da tempo e non mancano le risorse finanziarie, già tutte disponibili, per realizzarlo. È solo una questione di volontà e di impegno, se si vuole anche di coraggio per rompere dannose rendite di posizione da parte di soggetti che si preoccupano solo del loro profitto e non di assicurare un servizio utile alla città.
Il ciclo delle acque in Regione Campania, finalmente, potrà contare sulla definitiva approvazione da parte della Commissione europea del grande progetto di “Risanamento ambientale e valorizzazione dei Regi Lagni”. L’intervento, infatti, mira alla conservazione dell’ambiente circostante l’enorme rete di canali e a riabilitare i cinque impianti per il trattamento delle acque reflue, siti nelle aree a nord della città di Napoli. Oltre a questa finalità, si deve aggiungere che le aree in questione “sono inquinatissime e che l’azione di risanamento rientra nella strategia regionale di gestione globale delle acque, volta a riabilitare e a preservare una delle zone più inquinate della regione e ad assicurare la conformità con la direttiva quadro sulle acque”.
Acerra è il territorio più interessato da questo intervento.
La Regione Campania e l’Unione europea, quindi, hanno creato una importante opportunità di riqualificazione e di risanamento di questa rete di canali che circonda, nel caso di Acerra, l’intero centro abitato. L’amministrazione comunale, anche per questo motivo, su questo terreno strategico non può perseverare in un lassismo patologico, continuando a lasciare in uno stato di abbandono e di arretratezza il sistema comunale fognario e di smaltimento delle acque. In questo modo, si rischia da un lato di vanificare un’occasione storica per la crescita e la riqualificazione di questo territorio, dall’altro si rinnova un esempio di pessima amministrazione, assoggettata a interessi e a logiche che con il bene della collettività non c’entrano nulla.

Pasquale Sansone

 Pagliara.online

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