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Comandante Vigili Urbani ad Acerra: perchè non si arriva alla conclusione del procedimento?

Il Comune di Acerra, tranne l’attivazione di ogni possibile procedura per l’immissione a vario titolo di dipendenti e personale, sta attraversando una lunga fase di stallo amministrativo. Mancano atti di fondamentale programmazione e lo stesso bilancio di previsione, approvato a fine anno dal Consiglio Comunale, è stato già ridefinito e rimaneggiato.
Nel frattempo, mentre si sta procedendo a tappe forzate e obbligate alla riorganizzazione del Corpo di Polizia Municipale, si sta prolungando il teatrino riguardante il concorso del Comandante dei Vigili urbani.
La nomina del Vice Comandante, l’attribuzione della relativa posizione organizzativa e la gestione dirigenziale del Comando attribuita al dirigente della contabilità comunale costituiscono, per definizione, delle misure contingenti e transitorie.
La natura di un corpo di polizia impone la definizione strutturale dei suoi assetti, per fin troppe evidenti ragioni. Per questi motivi, banali e indiscutibili, non si riesce a capire perché a distanza di anni, il Comune di Acerra non abbia ancora il Comandante del Corpo di Polizia Municipale.
Il Sindaco, chiamato a rispondere in Consiglio Comunale ha ovviamente evitato di rispondere e chiarire. Ha balbettato – col solito rossore – risposte vaghe, fuorvianti. L’unica certezza è la manifestazione di una infinita fiducia verso il Segretario comunale che si sta occupando della vicenda.
La sentenza del Consiglio di Stato del 31 maggio 2018 ha prodotto, dopo mesi, la risoluzione del contratto di lavoro del Comandante della Polizia Municipale, Felice D’Andrea, e la riformulazione della graduatoria alla luce del dispositivo.
Perché da settembre, cioè da quando è stata riformulata la graduatoria, non si procede alla conclusione del procedimento? Chi ha vinto, chiunque sia, questo benedetto concorso?
Ogni altra valutazione, in ordine alle responsabilità o agli eventuali danni e relativi risarcimenti, si giustifica, se si vuole ha un senso logico e amministrativo, solo dopo che questo procedimento, avviatosi con la sentenza del Consiglio di Stato, abbia avuto una conclusione.
L’unica risposta che il sindaco poteva e doveva dare in Consiglio Comunale, ha evitato accuratamente di fornirla.
Perché?

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