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Emergenza caldo: come sono messi gli anziani delle nostre città?

In alcune città d’ Italia è partito il “Progetto Estate Sicura” a salvaguardia degli anziani

In molte città italiane è partito da un bel po’ di tempo il “Progetto Estate Sicura”, rivolto in particolare agli anziani, che, con i bambini, sono quelli che soffrono maggiormente le alte temperature. Ciò è stato possibile grazie al censimento degli anziani residenti, mappati e non, in carico ai servizi sociali. La maggioranza di essi vive in solitudine, altri in compagnia del coniuge altrettanto anziano. Gli elenchi vengono inviati, ogni anno, ai medici per tenere monitorati i casi potenzialmente a rischio, soprattutto quando fa molto caldo. Dove non esiste un Progetto, ci si affida all’umanità del medico di base, che si preoccupa dell’assistito anziano, come capita spesso nei nostri territori.
Le azioni indispensabili che danno vita al “Progetto Estate Sicura” sono: la mappatura degli anziani a rischio; l’attivazione di un numero verde dedicato; collaborazione con il Dipartimento di cure primarie dell’Asl e Associazioni di volontari per la terza età.
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Ecco come funziona in molte città italiane: “Il numero verde che offre accoglienza e ascolto agli anziani in difficoltà psicologica a causa dell’isolamento, facilita l’attivazione dei servizi sociali o sanitari, fornisce informazioni su servizi e farmacie, e sarà attivo fino all’ingresso della nuova stagione. Nei casi di emergenza, bisogna chiamare il 118.
La mappa degli anziani con più di 75 anni, che vivono soli o con altri anziani e non hanno figli residenti in città, è funzionale all’attivazione dei servizi di cure domiciliari sulla base del criterio di rischio. Le azioni attivate prevedono infatti anche assistenza farmaceutica e pasti a domicilio all’occorrenza.  È inoltre previsto un monitoraggio settimanale degli accessi di anziani ai pronto soccorso e in caso di situazioni di particolare disagio climatico, vengono allertati medici di base, centri diurni e strutture per anziani.
Un’unità di crisi distrettuale, composta da Dipartimenti Cure primarie e Sanità pubblica, Settore Politiche sociali del Comune, medici di Medicina generale e Protezione civile, è pronta ad entrare in azione nei casi di emergenza, in periodi con ondate di calore protratte. In caso di allarme, l’unità di crisi attiverà una rete di servizi e deciderà le azioni da intraprendere. In particolare, è prevista l’attivazione di punti climatizzati o comunque freschi dove indirizzare le persone, l’organizzazione del trasporto, il monitoraggio costante delle situazioni più a rischio e, previa specifica ordinanza, l’accoglienza  temporanea durante le ore più calde, di alcuni anziani a rischio, nelle strutture e servizi della rete e l’ospitalità di emergenza presso strutture residenziali”.

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