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I costi della politica al Comune di Acerra

I costi della politica al Comune di Acerra.
È solo una questione di denaro?
Di tanto in tanto, senza scomodare l’Arena di Massimo Giletti, lo scottante tema dei costi della politica ritorna di attualità nella nostra città. Di recente, una iniziativa mediatica, puntuale e puntigliosa, di un movimento politico ha riacceso i riflettori sui costi finora sostenuti dai cittadini acerrani per le indennità di sindaco, assessori e presidente del consiglio, nonché i gettoni di presenza e i rimborsi per i permessi retribuiti dei consiglieri comunali.
La cifra, ben oltre il milione di euro, merita una sobria attenzione da parte di tutti. Il tema impone di rifuggire tanto da facili derive demagogiche quanto da una sottovalutazione irrispettosa verso i cittadini. Sono costi importanti per una comunità che attraversa, da tempo, una fase difficile sul terreno economico e sociale.
Ogni precisazione è indubbiamente utile per fare chiarezza e consegnare ai cittadini tutti gli elementi indispensabili di valutazione. Per questo motivo, si comprende che qualche consigliere comunale, rispetto alla propria situazione personale, abbia avvertito la necessità di attivarsi per sottolineare che una parte importante dei costi, sopportati dal Comune a titolo di rimborsi per i permessi retribuiti, non si traduce in un incremento del proprio reddito personale. In pratica, con questo meccanismo, il Comune, sulla base di disposizioni legislative, è tenuto a sostituirsi al datore di lavoro nel sostenere i costi dello stipendio riconosciuto al consigliere comunale per il proprio lavoro, quando questi è impegnato nell’attività istituzionale. Se è vero, quindi, che non c’è un guadagno ulteriore per il consigliere, questo tuttavia non esonera il Comune dal fronteggiare costi ingenti per le sue assenze giustificate sul lavoro.
È evidente che, in generale, la proliferazione sistematica e quotidiana delle commissioni consiliari finisce, oltre che generare costi maggiori per i gettoni di presenza, con lo spostare l’intero carico economico degli stipendi personali dei consiglieri dipendenti di ditte private sul bilancio comunale. È altrettanto evidente che l’attività delle commissioni consiliari può avere un ruolo fondamentale per l’approfondimento delle questioni e dei problemi, può essere un passaggio istituzionale proficuo per favorire la partecipazione democratica e il coinvolgimento della città. Il funzionamento delle istituzioni e le dinamiche democratiche, quindi, sono interessi meritevoli di ogni considerazione, come i costi che si devono sostenere per assicurarli.
Come sempre, quindi, è una questione di responsabilità e di equilibrio.
Da tempo, è stato individuato lo strumento per innescare meccanismi virtuosi di responsabilità: la trasparenza.
Il Comune deve individuare modalità e regole che consentano ai cittadini di verificare quando le commissioni consiliari si riuniscono e, in particolare, di appurare la loro produzione o attività. La rete informatica e il portale istituzionale del Comune consentirebbero, in tempo reale e con un click, di rendere disponibile ai cittadini l’immediato accesso a queste informazioni.
Nonostante le furiose polemiche di questi anni, né il sindaco né il Consiglio comunale tantomeno il Presidente del Consiglio Comunale si sono fatti carico di fornire una risposta concreta in termini di trasparenza, pubblicità e accessibilità rispetto ad esigenze diffuse e avvertite da migliaia di cittadini.
I verbali delle Commissioni, per fare un esempio emblematico, sono ancora appuntati manualmente in un anacronistico registro cartaceo. Questo registro è oramai fuori dal tempo e non fornisce più particolari garanzie di custodia e tenuta. Almeno le convocazioni e i verbali delle commissioni debbono subito essere resi disponibili sul portale istituzionale del Comune di Acerra. Bisogna apportare poche e semplici modifiche al Regolamento del Consiglio Comunale per rendere operativi questi elementari, banali meccanismi di trasparenza.
Non ci sono più scuse per i consiglieri comunali di Acerra oppure bisogna convincersi che siano troppo desiderosi di conquistare uno spazio televisivo nella domenica degli italiani.

Pasquale Sansone

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