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Il Prof. Giuseppe De Luca tra i massimi esperti mondiali nel campo delle terapie antipiastriniche e dell’infarto acuto.

L’acerrano Giuseppe De Luca tra i membri del consorzio mondiale per la ridefinizione della terapia antipiastrinica nei pazienti con malattia coronarica.
Ennesimo incarico di estremo prestigio per l’acerrano Giuseppe De Luca, Professore Ordinario di Cardiologia a Messina e consulente del Gruppo San Donato. Il 20 Giugno è stato pubblicato sulla più prestigiosa rivista di cardiologia a livello mondiale (Circulation) il documento di consenso dell’Academic Research Consortium, di cui fa parte il Prof. De Luca, cardiologo di riconosciuta fama mondiale, tra i massimi esperti nel campo delle terapie antipiastriniche e dell’infarto acuto.
L’infarto miocardico acuto rappresenta tutt’ora la principale causa di mortalità nei paesi occidentali. Importanti passi avanti sono stati fatti negli ultimi anni con le angioplastiche e gli stent coronarici. “Gli stent -ci spiega il prof. De Luca – sono delle protesi di metallo, o più semplicemente reti cilindriche, che vengono inserite all’interno delle coronarie al fine di prevenirne la richiusura. Purtroppo, tali protesi, in quanto corpi estranei e di metallo, possono indurre l’aggregazione delle piastrine e la formazioni di trombi all’interno degli stent, con il rischio di causare reinfarti. Un importante ulteriore contributo è, pertanto, venuto dalla disponibilità di nuovi farmaci antipiastrinici sempre più efficaci nella prevenzione della formazione di coaguli e di reinfarti, obiettivi principali di tali terapie. Ovviamente, dall’altro lato si può pagare uno scotto in termini di un incremento dei sanguinamenti, che possono essere in alcuni casi fatali. La presenza di nuovi farmaci antipiastrinici e la disponibilità di differenti dosaggi ha reso necessario ridefinire la nomenclatura della terapia antipiastrinica a livello mondiale. In particolar modo, nell’ottica di somministrare terapie antipiastriniche sempre più adeguate alle esigenze del paziente (la cosiddetta “terapia sartoriale”) al fine di ottimizzare i benefici in termini di reinfarti e al tempo stesso di minimizzare i sanguinamenti, è stato creato questo consorzio mondiale per ridefinire ed uniformare, per l’appunto, le varie strategie terapeutiche di farmaci antipiastrinici. Dopo circa un anno di duro lavoro, siamo riusciti a concludere questo importante documento, che è certamente un pezzo di storia nel trattamento della cardiopatia ischemica” E continuando aggiunge: “In tale consorzio sono stati inclusi i maggiori esperti al mondo nel campo della terapia antipiastrinica e i rappresentanti sia dell’FDA che della PMDA (Pharmaceuticals and Medical Devices Agency), ovvero l’equivalente giapponese dell’FDA. Per me è stato certamente un onore e privilegio essere scelto in questo gruppo che attesta la stima di cui godo a livello mondiale, certamente dovuto al mio rilevante impegno e alle importanti ricerche condotte nel campo della terapia antipiastrinica e dell’infarto miocardico acuto negli ultimi 20 anni”.

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