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Lutto cittadino: ingannati i tifosi del Napoli, umiliata la cultura!

Lutto cittadino: ingannati i tifosi del Napoli, umiliata la cultura!
Il sindaco che puoi chiamare per nome ha uno staff, ormai, presidenziale. Altri tre decreti, in questi giorni festivi, per assumere altrettante persone a collaborare nel suo importantissimo ufficio. Più che un ufficio del sindaco, è una sorta di collocamento temporaneo o agenzia per l’impiego, attraverso il quale si raccolgono fondamentali professionalità non rinvenibili altrimenti nell’apparato comunale. Indubbiamente, questi decreti forniscono un contributo decisivo per affrontare il dramma della disoccupazione ad Acerra e iniziare a risolverlo.
Niente da dire, ma piaccia o meno è un dovere giornalistico fornire queste informazioni ai “lettori”, sebbene i soliti cretini continuano a confonderli con gli “elettori”.
C’è di mezzo una “e” e non solo!
In queste ore, con la discrezione, lo scrupolo e la serietà necessaria è stato lasciato ampio e profondo spazio alla riflessione, per affrontare un tema importante, ma soprattutto delicato. La morte è, sempre e per chiunque, un evento di straordinaria e unica forza. Pone tutti, credenti e laici, di fronte all’assoluto. Per questi motivi che travalicano il contingente, è stato giusto attendere la formazione di ogni utile elemento a disposizione per affrontare la questione della proclamazione del lutto cittadino emersa in un recente Consiglio Comunale.
L’opposizione si era chiesta il motivo per il quale il Comune non aveva proclamato il lutto cittadino in occasione della scomparsa del Prof. Aniello Montano, mentre in altre circostanze questo riconoscimento era stato tributato ad altri concittadini. Il riferimento esplicito era all’improvvisa e prematura morte, avvenuta a Mosca, di Pasquale D’Angelo, indimenticato capo tifoso del Napoli. Il Sindaco – estremamente stizzito – aveva apostrofato il rilievo mossogli con il termine alto, ma poco istituzionale di “cazzata”. In effetti il Comune di Acerra, nel caso della morte di Pasquale D’Angelo non aveva proclamato il lutto cittadino, essendosi limitato ad emettere un’ordinanza per anticipare la chiusura del mercato settimanale delle Madonnelle e a fornire ogni supporto logistico alla celebrazione religiosa dei funerali previsti presso la Parrocchia di San Giuseppe.
La verità è che tutti i resoconti giornalistici, gli articoli e i servizi televisivi hanno, in quei giorni tristi per Acerra e per i tifosi del Napoli nel mondo, riportato la notizia della “proclamazione del lutto cittadino”, alla quale ovviamente non procede l’Unione europea o il Ministero degli Interni.
Il sindaco ha recentemente confessato di non leggere i manifesti, neanche quelli della propria coalizione. C’è, quindi, da giurare che non legge i giornali. Tuttavia, dovrebbe leggere almeno gli atti che sottoscrive, tra cui il decreto di nomina di un addetto stampa nel suo staff, retribuito con soldi pubblici, che ha proprio il compito di seguire la comunicazione afferente la vita comunale. Se questo compito viene svolto male o in modo inadeguato la responsabilità politica rimane comunque del sindaco che lo ha nominato.
La vicenda è molto più semplice di quanto si immagini.
Avere l’attenzione di giornali e delle televisioni, la presenza del Presidente del Napoli, Aurelio De Laurentis, o di Lorenzo Insigne, l’afflusso partecipato e commosso di tanti giovani avrà consigliato di non smentire o precisare la notizia. In fondo, lasciarla credere veritiera in quelle ore era anche “opportunamente comoda”, per quanto non fosse fondata.
Costretta dalle circostanze, la successiva precisazione del Sindaco, a distanza di mesi, attribuisce a ogni singolo cittadino elementi di valutazione rispetto al rigore, alle modalità  e alle finalità con i quali le istituzioni comunali si adoperano anche di fronte ad eventi così importanti e rilevanti.
Contano gli atti e, in questi due casi specifici, la mancata adozione di atti formali.
Dunque: nessuna proclamazione di lutto cittadino nel caso della scomparsa di Pasquale D’Angelo, nessuna proclamazione di lutto cittadino nel caso della scomparsa del Prof. Aniello Montano.
Per evidentissime ragioni, bisogna – adesso – limitarsi ad una fredda e per molti versi distaccata constatazione della realtà, ad una rigorosa ricostruzione storica, lasciando ad altri momenti il dovere morale di approfondimenti e riflessioni di cui la città comunque avverte la necessità.

Pasquale Sansone

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