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Dimensionamento scolastico: le verità nascoste! Il destino del plesso del Primo Circolo segnato?

Dimensionamento scolastico: le verità nascoste!
Il destino del plesso del Primo Circolo segnato?

Per diversi giorni, sono pervenute segnalazioni e indicazioni sul dibattito in Consiglio comunale svoltosi sul dimensionamento scolastico. Sarebbero emerse contraddizioni politiche insanabili nei vari interventi, sarebbe stato confermato il declino del ruolo di garanzia della presidenza del Consiglio, sarebbe stato delineato un decadimento profondo della credibilità delle istituzioni. In questi casi, bisogna mostrare semplicemente un minimo di pazienza e attendere la pubblicazione del resoconto stenografico.
È emerso molto di più e molto di peggio.

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Il presidente del Consiglio comunale, sin dal conseguimento dell’incarico, ha dimostrato di essere totalmente assoggettato al sistema di potere del sindaco e della diarchia, asservendo – in tante occasioni – l’ufficio di garanzia che ricopre alle esigenze politiche e amministrative della maggioranza. Se finora non era riuscito a salvare la faccia, almeno si poteva aggrappare a flebili, cavillose quanto stucchevoli apparenze. Dopo questo Consiglio gli mancheranno pure le apparenze. Infatti, alcuni consiglieri comunali hanno – in modo pubblico e solenne – sostenuto che la stampa dei manifesti di convocazione del Consiglio, da affiggere per informare la cittadinanza, era stata affidata alla tipografia prima della celebrazione della Conferenza dei capigruppo che, in forza del regolamento, avrebbe dovuto concordarlo e decidere. La conferenza dei capigruppo, quindi, sarebbe stata convocata inutilmente dal presidente, che l’aveva relegata a puro rito teatrale o finta liturgia istituzionale.
Nessuno – e in particolare il presidente – ha smentito la grave accusa, che ovviamente a questo punto deve essere considerata confermata e accertata.
Un presidente libero e autorevole, in realtà, avrebbe dovuto riconoscere la forzatura di procedere alla convocazione comunque, in considerazione del termine di legge, appellandosi alla necessità di non pregiudicare gli interessi supremi della città. Avrebbe dovuto, di conseguenza, raccomandare al sindaco e all’esecutivo di non arrivare agli ultimi momenti, come era incontestabile in questo caso. La sudditanza era tale da non consentirgli neppure di prospettare in quella sede questo trascurabile rilievo.
Non si riesce a capire come sia possibile una gestione così imbarazzante di un fondamentale ruolo di garanzia, ma soprattutto è umanamente intollerabile che nessuno, per affetto o semplicemente amicizia, consigli di interrompere questo sconcertante supplizio. La storia cittadina avrebbe potuto ricordare un impegno amministrativo e politico di certo non di primo piano, ma dignitoso nella Prima Repubblica, ma dopo questa indifendibile esperienza lo qualificherà come uno degli esempi più degradanti di trasformismo politico, di calcolata sottomissione di un ruolo di garanzia alle dinamiche e alle logiche del potere.

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Inevitabilmente, il dibattito sul dimensionamento ha riproposto la questione della recentissima revoca del mandato fiduciario all’assessore alle politiche scolastiche. Il sindaco, questa volta con il sostegno, arricchito dalle amorevoli e fraterne telefonate del suo effettivo vice sindaco, ha ribadito la risibile versione del comunicato stampa che parlava di una revoca “concordata” dell’incarico. Affermare una stupidità così clamorosa e gigantesca è la conseguenza del tentativo di porre un estremo e insperato rimedio alla distruzione, forse non del tutto prevista e valutata, della credibilità personale – non soltanto politica – di un assessore ripetutamente e costantemente  sfiduciato.

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Ma il rimedio – ridicolo -è stato peggiore del male.
Un decreto sindacale è un atto amministrativo fondamentale, non si tratta solo di un esempio di “carta canta”. È stato il sindaco a sottoscrivere un atto così importante nel quale la decisione grave di revocare l’incarico di assessore è stata motivata dal venir meno del rapporto di fiducia. Se Raffaele Lettieri non attribuisce a quello che firma significato e valore, non attribuendo credibilità a se stesso, è solo ed esclusivamente un suo problema. Se lo fa il sindaco insieme a dei consiglieri comunali, invece, il problema è delle istituzioni e della città. Dopo questo passaggio, quale peso, valore, dignità e credibilità potranno avere gli atti amministrativi e quello che contengono?
Nel merito del dimensionamento scolastico, la questione cruciale, sul terreno politico, è stata la contestazione da parte dell’opposizione alla maggioranza e al sindaco di non aver voluto gli istituti comprensivi tre anni fa, a favore dei quali avevano all’epoca proposto un ordine del giorno in Consiglio Comunale. Uomini politici più seri e avveduti avrebbero, semplicemente e con serenità, riconosciuto una precedente sottovalutazione. Invece, quando uno si considera un padreterno, si appiglia al niente, pur di poter dimostrare la coerenza delle proprie scelte, anche sbandierando la insussistente diversità dei presupposti di fatto. In realtà, in tre anni la situazione materiale dei plessi scolastici non è per nulla cambiata, neanche di un centimetro: la programmazione è riferita esattamente agli stessi spazi fisici. Il capolavoro del ridicolo, però, è stato compiuto quando dalla maggioranza si è sostenuto che la previsione dei comprensivi sarebbe stata da un lato aderente – adesso – con le nuove linee guida regionali in materia, ma soprattutto e solo adesso in ragione della realizzazione della nuova cittadella scolastica dello Spiniello.
Fatto sta che per un verso le nuove linee guida non sono state ancora adottate dalla Giunta regionale, quindi non esistono se non nei propositi, dall’altro l’edificio scolastico dello Spiniello, in quanto non ultimato e consegnato, non è – adesso – considerabile ai fini del dimensionamento.
Dimostrazione semplice, stupidamente semplice?
Il Quarto Circolo didattico dello Spiniello, anche nella proposta della giunta, rimane una gestione autonoma, mentre gli istituti comprensivi sono previsti – solo e soltanto – nei quartieri della Gescal e delle Madonnelle, nei quali per obiettive situazioni e circostanze fattuali è ragionevole prevedere un’unica direzione gestionale ed un organico progetto educativo.
I consiglieri comunali, presi dalla foga dello scontro verbale e dialettico, non hanno colto la valenza e l’importanza  di questi contenuti importanti, i quali sono passati sotto traccia. Desta, tuttavia, maggiore e più grave preoccupazione l’intervento di qualche esponente della maggioranza, che fornisce qualche inquietante conferma sui motivi reali che hanno ostacolato l’avvio dei lavori di ristrutturazione del plesso di Piazzale Renella. In questo ampolloso intervento, si è sostenuto che la crescita demografica di Acerra, a causa del calo delle nascite e della stasi della migrazione interna, si è fermata. L’attuale emergenza di spazi, derivante dalla chiusura del Primo Circolo, in prospettiva, dovrebbe essere pertanto assorbita dalle nuove disponibilità assicurate dal plesso di nuova costruzione allo Spiniello.

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Si impongono­ – a questo punto – alcune domande, avendo la certezza, più che angosciante, che per questa amministrazione una scuola debba contenere solo aule e bagni, forse qualche palestra come lusso.
La lentezza con la quale si è portata avanti la gara d’appalto su Piazzale Renella, quindi, non è frutto del caso o dei rallentamenti imputabili alla stazione unica appaltante, come la maggioranza da tempo va ossessivamente ripetendo?
La giunta è determinata a procedere ancora alla ristrutturazione del plesso scolastico del Primo Circolo?
Quale destino effettivo è previsto per la struttura di Piazzale Renella e quali progetti in realtà gravitano su quell’area?

Il resoconto è consultabile sul Portale del Comune di Acerra in allegato alla deliberazione di Consiglio Comunale, n. 33 del 30/11/2015, avente ad Oggetto: Dimensionamento scolastico della rete di Acerra. Delibera di Giunta Comunale n.141 del 27/11/2015 ad oggetto: Dimensionamento della rete scolastica locale ex art.19,comma 4,del D.L.n.98/2011 (Legge n.111/2011) – Istituzione degli Istituti Comprensivi – Provvedimenti’.

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