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Una politica da “macchietta” di confusione e commistione

Pochi giorni fa, in una iniziativa pubblica a via Diaz organizzata da una aggregazione politica di “opposizione” – anche se dallo scarsissimo peso elettorale – il Sindaco ha avuto la possibilità di fare un bilancio della propria azione di governo in quest’anno. Il Sindaco non ha deluso le aspettative. Ha saputo cogliere la poco dignitosa disponibilità di collaborare con l’amministrazione manifestata da questo gruppo politico, ma ovviamente tenendosi ben lontano dall’assumere impegni. Ha colto l’occasione per dispensare alcune “perle politiche”: le elezioni hanno stabilito i “promossi e i bocciati”, l’opposizione deve “lasciar governare e aspettare le elezioni”, “il sindaco ha ereditato una situazione difficile”, la classe politica, negli anni scorsi, ha svolto una lotta all’inceneritore incapace di tutelare i reali interessi degli acerrani. Il Sindaco ha una visione distorta della democrazia e il tentativo di cancellare il peso decisivo del suo ruolo nel corso degli ultimi dieci anni appare tanto disperato quanto ridicolo, una vera e propria “macchietta” da spettacolo di varietà.
Di fronte a questa povertà assoluta di analisi e proposta del primo cittadino e della coalizione di maggioranza, l’opposizione avrebbe la possibilità concreta di svolgere un’azione utile alla città. Invece la situazione è sconfortante. Il centrodestra, che pure doveva trarre linfa e spinta dai risultati elettorali alle politiche, si divide tra significative azioni culturali di rilancio di una speranza per la città e una sistematica assenza dalle istituzioni comunali. Il colonnello Crimaldi deve assumere decisioni chiare. Se non è in condizione di svolgere pienamente la propria funzione ha il dovere civico di lasciare libero il campo. Nelle dinamiche quotidiane della vita amministrativa, infatti, il centrodestra si relaziona con il governo della città attraverso uno dei tasselli più affidabili e consolidati del sistema di potere del Sindaco e del suo fedele alleato. Questo contesto alimenta confusione e commistioni, spesso non facilmente individuabili, che vanno drasticamente recise nell’interesse della città.
Il centrosinistra è in macerie e di alcuni suoi partiti, come Rifondazione Comunista e Sel, neppure una traccia. Il Presidente del Consiglio Comunale, poi, con la sua trasformistica decisione personale, ha rinunciato a svolgere una funzione di rappresentanza di migliaia di elettori, beandosi nella sua veste formale, corredata da uffici e indennità. Gli altri due consiglieri comunali del centrosinistra, pur se mossi da buona volontà e condizionati dalla spicciola preoccupazione di non pregiudicare il consenso elettorale personale, per cultura ed esperienza sono totalmente inadeguati a svolgere una funzione politica complessa e impegnativa.
Il risultato di questa putrefazione della politica è sotto gli occhi di tutti. La città è abbandonata al suo destino, nel silenzio generale. L’apparato comunale è bloccato e lacerato, con la consapevole e voluta complicità della politica.
È possibile, per fare un esempio banale, che nessuno si renda conto che la Giunta comunale da due mesi, non risponde ai requisiti imposti dalla legge e nessuno lo denunci?
L’obbligo della rappresentanza di genere è un dovere e, per paradosso, il Partito Democratico che a luglio scorso lo denunciò con forza, oggi sembra non accorgersene.
Con le dimissioni della D.ssa Flora Monda intervenute a marzo, siamo nelle stesse condizioni di luglio scorso. Se il Presidente del Consiglio Comunale, in dispregio del mandato fiduciario degli elettori si rifugia in una opportunistica astensione da tutto anche dai suoi doveri istituzionali, l’opposizione, di centrodestra e di centrosinistra, in particolare il confuso Partito Democratico, perché dorme?
Direbbe qualcuno perché indotti a sognare, ma per la città si tratta di un incubo.

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