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Acerra non aveva il parco, ma lo stadio; adesso si prospetta il parco ma si perde lo stadio

Nella giornata di sabato, la Giunta Comunale si è riunita per regalare l’ennesimo esempio di mala politica e pessima amministrazione a cui oramai siamo abituati. È il “gioco delle tre carte” inscenato quotidianamente a Piazza Garibaldi a Napoli, dove ancora oggi sprovveduti o ingenui turisti ci cascano.
Si tratta di una delibera con la quale la Giunta ha deciso – su proposta dei dirigenti ai lavori pubblici e dell’ambiente – di chiedere la rimodulazione degli interventi previsti dalle compensazioni ambientali. Con questa delibera l’amministrazione comunale rinuncia alla riqualificazione della strada orientale dello Spiniello e al restauro conservativo del sottotetto del Castello Baronale, per finanziare la realizzazione di un parco pubblico in area urbana nell’attuale sede del campo sportivo comunale. Un atto di indirizzo politico, di pura programmazione e gestione delle risorse finanziarie, affidato alla proposta di due dirigenti sconcerta e dovrebbe indurli a qualche evidente imbarazzo. Ma questa non è una sorpresa. Con questo sindaco, lo scardinamento di ogni credibilità e affidabilità dell’apparato burocratico è stato un disegno perseguito e attuato con un metodo scientifico o l’irresponsabile conseguenza di una totale carenza di cultura di governo.
In un paese serio, comunque, una delibera con queste caratteristiche dovrebbe comportare le dimissioni immediate di un esecutivo assolutamente incapace e inadeguato a svolgere il proprio dovere. Pagare questi assessori migliaia di euro al mese per non fare nulla è una vergogna insostenibile per Acerra, una inaccettabile immoralità. Non c’è limite al peggio e nessuno possiede il senso del ridicolo e della misura. Almeno la dignità di salvare la faccia, sarebbe un’attenzione verso i cittadini. In ogni caso, con questa delibera la città di Acerra, di antica tradizione sportiva, ha l’unica certezza di aver programmato, senza alcun confronto o forma di partecipazione democratica, di perdere lo Stadio Comunale e le strutture sportive insediate a via Manzoni. Perché se è vero che la Giunta incarica il dirigente all’Urbanistica di trovare un’area nel Piano Urbanistico da destinare a questa finalità, non impegna neanche un centesimo per la realizzazione del nuovo stadio, per il quale evidentemente occorre prevedere accanto ai costi di edificazione anche quelli ingenti di esproprio. Il “gioco delle tre carte” appunto, frutto di squallide esigenze di spicciola propaganda per tentare di rispondere all’oggettiva necessità, avvertita largamente tra gli acerrani, di uno spazio di fruizione collettiva come un parco urbano. Il punto è tutto qui: Acerra non aveva il parco, ma lo stadio; adesso si prospetta il parco ma si perde lo stadio, si rinuncia alla riqualificazione di un’arteria importante che versa in uno stato di abbandono e degrado ambientale serio e si accantona un altro investimento importante per la cultura. Il saldo è più che negativo.
È questo un modo adeguato e serio di governare e di rapportarsi alla cittadinanza? Questa vergogna quanto ancora dovrà durare? Almeno il gioco delle tre carte, davanti alla Stazione Centrale di Napoli, dura poco.

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