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Il Consiglio Comunale non tutela l’interesse della città!

L’ultimo Consiglio Comunale esprime, in modo plastico, le ragioni della crisi acerrana. Una crisi delle istituzioni, certo, una crisi della politica, indubbiamente. La crisi, tuttavia, è soprattutto di valori.
Si possono avere sull’abusivismo edilizio posizioni, politiche e amministrative diverse, come è naturale.
Il Popolo della Libertà non ha mai nascosto il suo atteggiamento benevolo. Il Governo Berlusconi ha approvato due condoni edilizi e ha sempre sostenuto indirizzi politici sensibili verso il fenomeno. Costruire abusivamente è comunque un reato, per necessità o speculazione il dato giuridico e di valore non cambia. Neanche Silvio Berlusconi, però, si sarebbe sognato di affermare quello che ha sostenuto, nel silenzio generale dell’aula, l’Assessore all’Urbanistica, il Prof. La Regina, nell’ultimo Consiglio Comunale: “non bisogna penalizzare comunque chi ha costruito in maniera abusiva”.
Esistono tanti piccoli proprietari che hanno rispettato la legge in questi anni, nonostante il blocco delle procedure autorizzative e l’incapacità della classe dirigente di approvare uno strumento urbanistico. La crisi del settore come delle imprese e dei professionisti scrupolosi è un dato reale e conosciuto. Quanto valgono agli occhi dell’Assessore, del Sindaco silente e del Consiglio Comunale inconsapevole, questi comportamenti rispettosi della legge?
Nulla evidentemente.
Osservare la legge non è una virtù, è un dovere. Ma comprendere e “non penalizzare” chi la viola è un ribaltamento della realtà e di valori che mette a rischio una dignitosa convivenza civile. Se il Consiglio Comunale non ha compreso la gravità di questo strafalcione conferma le preoccupazioni sulla sua capacità di tutelare gli interessi di Acerra e del suo futuro.
Il Sindaco non rimuoverà dall’incarico l’Assessore all’Urbanistica, come l’opposizione non ne ha chiesto le dimissioni.
Questa è la crisi acerrana.
Il Popolo della Libertà, proprio sulla delibera sull’abusivismo, ha compiuto una scelta impegnativa e per tanti versi coraggiosa: riscrivere la delibera, proposta dall’Assessore La Regina, e votarla insieme alla maggioranza. Dopo le denunce in Procura e la delegittimazione del risultato elettorale, indubbiamente un salto ragguardevole.
Si possono immaginare e desumere le motivazioni politiche che hanno indotto il centrodestra ad assumere questo atteggiamento politico in Consiglio, fino al punto di decidere consapevolmente di mantenere il numero legale.
Quello che non si comprende è il perché il centrodestra non ha assunto l’iniziativa di promuovere – un secondo dopo – l’iniziativa della mozione di sfiducia verso l’assessore. La delibera, con la solita preordinata furbizia dei burattinai, è firmata dal solo sprovveduto Assessore e non dalla Giunta.
La proposta è stata totalmente riscritta nei suoi aspetti più significativi e delicati, peraltro in mancanza di una puntuale ricognizione quantitativa del fenomeno e sulle sue caratteristiche. Acerra non è Casalnuovo, non è Cardito e al Dirigente e agli uffici andava chiesto di spiegarne le ragioni. Ci sono tutti gli elementi politici, compresa l’inerzia voluta nel far decadere il Piano Urbanistico, per trarre le conseguenze politiche che affermino il principio della responsabilità. Il minimo sindacale per un’opposizione seria in un paese normale è tentare di rimuovere che si è mostrato inadatto al ruolo.
Al Colonnello Crimaldi e alla sua autorevolezza personale è quindi rimesso il compito di riportare la politica laddove sembra essere definitivamente smarrita. Abbiamo la presunzione di credere che l’Assessore provinciale alla Legalità condivida l’analisi e le opinioni espresse, ma abbiamo anche l’umiltà di essere consapevoli che sia giunto il momento per lui delle decisioni impegnative. Si può continuare ad avere nel proprio gruppo consiliare chi, come il Consigliere Piscitelli, è – da anni – parte organica e fiduciaria della diarchia politica che regge il Comune di Acerra? Si può pensare di continuare in una lunga traversata ad Acerra non impegnandosi con il tempo necessario?
Il Partito Democratico, infine, pensa che la difficoltà di reggere la sfida in un Consiglio Comunale, sia un problema di partito o un tema su cui riflettere apertamente nell’interesse della città?
L’opposizione non può stare alla finestra, dimenticandosi dei propri impegni con i cittadini. La penosissima vicenda del Presidente del Consiglio Comunale già basta e avanza.

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