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Il dramma ambietale acerrano, tra improvvisazioni e annunci!

Sul dramma ambientale di Acerra si sono scritte pagine, documenti di indirizzo, elaborati tecnici e scientifici. La situazione continua ad essere preoccupante, anche perché sono anni che nessun intervento di risanamento e bonifica è concretamente stato avviato e neanche programmato.

Allo stesso tempo, l’area industriale continua ad essere vista dalle politiche regionali come una piattaforma strategica per insediamenti a forte impatto ambientale, senza incontrare la capacità della classe dirigente locale di contrastare questo disegno, modificandone gli obiettivi e i caratteri di fondo.

I dati sulla qualità dell’aria sono sempre gli stessi da otto anni a questa parte.

Non appena le centraline hanno ripreso a funzionare, perché per molto tempo sono state ferme, la situazione monitorata non è cambiata di segno. La depressione acerrana e l’intera area vasta della pianura che si estende fino a Caserta registrano sistematici sforamenti delle polveri sottili, ben oltre i limiti annuali fissati dalla legge.

È una situazione allarmante e di emergenza.

In questi casi, sarebbe necessario che tutte le istituzioni si muovessero con grande lucidità e lungimiranza, affrontando con risolutezza l’emergenza nell’immediato e avendo una strategia lunga e una programmazione di misure da perseguire.

Il Comune di Acerra e in particolare il sindaco hanno il dovere di adottare, nell’immediatezza, tutte le misure necessarie per abbattere le possibili fonti di inquinamento, contenendo i rischi per la salute dei cittadini.

L’annuncio, avvenuto con un comunicato stampa, dell’ordinanza sui “termosifoni e dei passeggini”, così inevitabilmente viene consegnata alla storia, è l’esatto contrario di questa logica di buon governo e di serietà amministrativa. È il tentativo, figlio di una sottocultura della furbizia, da parte del sindaco che puoi chiamare per nome di improvvisare qualcosa, di ostentare, agli occhi delle autorità, l’adozione di un provvedimento, peraltro ridondante e barocco, che sembri fronteggiare l’emergenza sanitaria, prescindendo però dalla sua concreta e reale efficacia e applicazione.

In questi giorni, i limiti, la tempistica e le contraddizioni del provvedimento, ma anche le sue amenità, hanno fatto impazzire, tra il serio e il faceto, i social network.

Il sindaco, di fronte alle legittime e motivate proteste, in particolare delle “mamme coraggio”, e obiezioni, ha cercato di porre un argine alla pessima figura con la previsione del blocco del traffico per domenica prossima.

L’improvvisazione, le misure occasionali e gli annunci, tuttavia, rischiano di essere realmente una pistola puntata alla tempia della città.

In questi tre anni, infatti, era necessario ottenere dalla Regione Campania il finanziamento del progetto definito dall’Arpac per analizzare le polveri sottili, al fine di individuarne le cause e le fonti. Questa era e rimane l’unica condizione scientifica per contrastare efficacemente il problema e le sue origini.

Adesso non si può fare altro che brancolare nel buio e aggredire la generalità dei fattori di rischio.

Sarebbe quindi indispensabile, come primo passo, adesso che la condizione di allarme sanitario è accertata e certificata, bloccare ogni attività potenzialmente inquinante, a partire dall’inceneritore e dalle industrie che producono emissioni, ma soprattutto recuperare, con impegno e serietà, il tempo perso.

Il Consiglio Comunale, da mesi incapace di riunirsi proprio per affrontare le questioni ambientali, deve chiedere e ottenere subito dalla Regione Campania la “speciazione” delle polveri sottili, conseguire le indispensabili opere di bonifiche e risanamento ambientale, impedire ogni nuovo insediamento industriale che sovraccarichi l’ambiente.

In questo momento, tutto questo cade nel pieno della campagna elettorale proprio per le regionali, quindi nel momento peggiore.

Il rischio, più che prevedibile, è che alle chiacchiere si sommino altre chiacchiere.

Sono anni che questo avviene tra populismi, demagogia, falsi moralismi.

Acerra ha bisogno soltanto di risposte concrete e di fatti, altrimenti, sempre di più, rischia di essere imprigionata in una permanete campagna elettorale, intrisa solo di slogan, parole e comunicati stampa.

Acerra, in altre parole, rischia di diventare la città che non c’è!

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