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Quello che la pista ciclabile dice!

Da qualche tempo, questo giornale si sta misurando con l’autocensura. Rivendicare l’indipendenza implica, giorno per giorno, essere e apparire imparziali.
Per conseguire questo risultato – fondamentale per l’identità, l’autorevolezza e la forza di questa esperienza editoriale – si è soprasseduto su diverse questioni politiche e amministrative locali, che avrebbero meritato in altre circostanze l’attenzione necessaria.
Il sindaco, per fare un esempio concreto ha, da mesi, una giunta azzoppata, non riuscendo a nominare i sostituti degli assessori al personale, all’ambiente, all’urbanistica.
I cittadini, nonostante un persistente silenzio indifendibile di forze politiche e istituzionali, hanno comunque il diritto di essere informati sulle conseguenze gravi di questo stallo, con una concentrazione di poteri, in un’unica persona, senza precedenti: sindaco, ma anche assessore ai lavori pubblici, all’urbanistica, al cimitero, al personale, all’ambiente.
In alcuni casi, tuttavia, soprassedere sarebbe un delitto al dovere dei mezzi di comunicazione di informare per tempo i lettori.
È il caso sconcertante, risibile e degradante, sul terreno istituzionale, verificatosi ieri sulla pista ciclabile che costeggia la provinciale che collega Acerra con Pomigliano d’Arco. Una rappresentanza di una associazione di agricoltori ha completato, con mezzi meccanici, l’opera di pulizia e rimozione di rifiuti ed erbacce che ostacolavano il percorso ciclabile, avviata qualche giorno addietro – con ramazze, pale e mani – dai volontari del Movimento Cinque Stelle di Acerra. Il sindaco, che ha sollecitato l’intervento degli agricoltori, ha rivendicato mediaticamente al proprio merito quest’azione, con gli immancabili scatti fotografici celebrativi.
Inevitabilmente è scoppiata la polemica sui social network. Questa volta sono volate parole grosse e forti nei confronti del primo cittadino. Il punto non è questa polemica, per tanti versi oggettivamente fondata, ma le molteplici questioni che questa vicenda dice sull’azione amministrativa e politica di questo sindaco.
La piccola infrastruttura è, soprattutto nel periodo primaverile ed estivo, particolarmente utilizzata per praticare jogging da molti cittadini che gravitano nelle zone della Fondola, Ferrovia e Pozzillo. Il suo abbandono e degrado, ripetutamente, vengono denunciati agli enti interessati con scarsissimi risultati. In alcune circostanze, le erbacce e i rovi invadono il percorso, in altri casi i rifiuti formano piccole discariche. La pulizia e la manutenzione della pista ciclabile dovrebbero essere, quindi, espressione di una sistematica, programmata e organizzata ordinaria amministrazione.
Nulla di più.
L’intervento furbesco del sindaco, volto a stemperare il significato e il valore dell’azione simbolica e politica dei grillini acerrani, trasforma, dopo mesi di inerzia, in un fatto eccezionale e straordinario quello che, altrove, è semplicemente normalità. Il sindaco di una qualunque città si sarebbe vergognato di ammettere in questo modo il proprio fallimento, perché di fallimento amministrativo bisogna parlare quando si rende un evento banalmente ordinario, in una sorta di miracolo gridato. Si potrebbe obiettare che la gestione della pista ciclabile non afferisce alla sfera comunale, ma a quella provinciale. Si dà il caso, però, che il sindaco è anche consigliere della Città metropolitana in carica.
Il punto è che in questa vicenda c’è anche di peggio.
È apprezzabile lo sforzo degli agricoltori acerrani di contribuire, anche attraverso un impegno attivo e diretto, al bene della città. Tra le infinite difficoltà che attraversa l’agricoltura nella Terra dei fuochi, indubbiamente questi segnali di senso civico e amore per Acerra sono di grande importanza. Nel recente passato era già accaduto quando furono realizzati gli interventi per rendere praticabile la strada di accesso alle sorgenti del Riullo e per pulire alcune strade poderali. Questo lavoro e questo impegno meritorio fanno onore all’agricoltura acerrana, per la quale, in realtà, occorrerebbe uno sforzo generalizzato di valorizzazione e promozione, soprattutto da parte dell’amministrazione comunale.
Ma perché il sindaco insista, nel considerare gli agricoltori organizzati la riserva degli operatori ecologici al servizio del Comune, rimane e rimarrà un vero mistero.

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