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Avviso ai naviganti, soprattutto ai più inadeguati e sprovveduti:Giochini o fiuto del solito Lettieri?

Acerra. L’attualità imporrebbe una serie di considerazioni sul significato politico vero dell’ultimo Consiglio Comunale. Limitiamoci a fissare soltanto alcuni punti di riferimento. Raffaele Lettieri, soprattutto da quando è diventato sindaco, è stato sempre organico al sistema di potere regionale. Negli anni in cui governava il centrodestra, stava con Pasquale Sommese e Stefano Caldoro. Da quando Salerno ha conquistato Napoli, è passato, armi e bagagli, con Fulvio Buonavitacola e Vincenzo De Luca, ricoprendo per un lungo periodo il ruolo di consigliere metropolitano.
Dopo lo scellerato voto in Consiglio regionale sulla quarta linea dell’inceneritore, Raffaele Lettieri si è buttato, in tutto e per tutto, ad alzare polveroni, a chiamare in causa, con grossolana banalità e soprattutto scoprendo l’acqua calda e i fantasmi, l’esistenza di responsabilità “superiori”. Intanto, è evidente che questo ostentato protagonismo, a livello locale, è una piena delegittimazione del sindaco della città e del consigliere regionale che esprime la città; problemi loro. In secondo luogo, le responsabilità “superiori” sono le responsabilità delle quali deve rispondere proprio Raffaele Lettieri, in ragione delle scelte compiute in questi anni. Non scherziamo. Se poi il giochino infantile, ossia scappare dalle proprie gravi colpe politiche, non è un giochino, vuol dire solo che Raffaele Lettieri, fiutando un nuovo vento, sta traslocando altrove. Avviso ai naviganti, soprattutto più inadeguati e sprovveduti.
Non si ha alcuna intenzione di aggiungere niente alle diverse diffuse “verità” o alimentare il chiacchiericcio sulla vicenda della gestione del Parco Urbano di via George Sand. Pervengono molte sollecitazioni ad approfondire e a verificare. Per fornire risposte a questi interrogativi ci sono le autorità preposte. Se esiste un legame diretto tra la gestione del parco e pezzi del potere comunale, se tra i dipendenti e i collaboratori del gestore ci sono parenti, diretti o indiretti, di questo o quel potente, non può e non vuole essere un giornale a stabilirlo. Il bisogno di verità e giustizia deve essere veicolato verso le istituzioni.
È possibile, in questa sede, solo sottolineare quanto è stato già da molti affermato. La decisione di affidare la gestione di un parco pubblico a un privato è una contraddizione in termini. Farlo a fronte di un’elemosina al Comune rende questa scelta ancora meno comprensibile, anche per la tipologia di selezione del contraente. Appare, per un’infinità di ragioni, al limite del ridicolo sostenere che il vero ritorno per il Comune risiederebbe nei risparmi per la manutenzione del verde.
Sono obiezioni alle quali non si possono contrapporre seri e fondati argomenti. Resta, in ogni caso, una questione insuperabile: in una città, nella quale il commercio è piegato da una crisi profonda e devastante, calpestare elementari regole di mercato e la libera concorrenza è comunque una forma intollerabile di abuso di potere e di violenza.
Non si può rimanere indifferenti.

Il Direttore

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