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Ecco perchè Acerra si allaga! Di Pasquale Marangio

Acerra. In questi giorni, non senza stucchevolezza, molti parlano e straparlano della figura del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. In diverse occasioni il Presidente non aveva mai mancato di sottolineare che, senza lo studio e la conoscenza approfondita delle questioni, la politica perde ogni significato, riducendosi ad un esercizio sterile e dannoso di demagogia, propaganda o populismo.
Le polemiche scaturite intorno alla vicenda degli allagamenti ad Acerra stanno a dimostrare con quanta ignoranza si approcciano i problemi tanto rilevanti quanto atavici del territorio. Si tratta di questioni concrete, che nel caso specifico impongono fondamentali competenze tecnico ingegneristiche, essenziali conoscenze amministrative, elementi sulle competenze degli enti e degli obblighi contrattuali che il Comune può rivendicare nella materia, ma anche un minimo di conoscenza del territorio.
Solo e soltanto queste conoscenze possono sostenere un motivato giudizio sull’operato e sulle responsabilità delle pubbliche amministrazioni che agiscono nel settore, non tralasciando, per ovvi motivi, l’incidenza e il significato da attribuire alle comunicazioni, per quanto di sapore propagandistico, che sono state rese pubblicamente nel tempo dai rappresentanti delle istituzioni locali.
Ad Acerra, almeno negli ultimi tempi, gli allagamenti non sono stati mai causati dallo straripamento dei Regi Lagni.

Giornale Tablo Acerra 1


Esiste, con evidenza, un problema di deflusso delle acque meteoriche che il sistema fognario cittadino non riesce a smaltire, anche a fronte di eventi piovosi di relativa intensità.
Il territorio, grazie al reticolo e all’asta principale dei Regi Lagni – che circonda e costeggia il centro abitato – è servito da un efficiente, almeno potenzialmente, sistema infrastrutturale per la gestione delle acque. Tutto il sistema fognario cittadino ha uno sbocco nei Regi Lagni, in particolare nel controfosso laterale di destra. I punti di scarico sono diversi, ma i più importanti sono individuabili all’altezza della strada provinciale di Pomigliano, Corso Italia, Via Piave e Via Volturno, località Arcoleo.
A più riprese e nelle sedi istituzionali, è stato evidenziato – da tecnici e da ingegneri idraulici – che la fondamentale condizione di efficienza per lo smaltimento delle acque è individuabile nella piena capacità di ricezione da parte dei Regi Lagni e, in particolare, del controfosso laterale. La piena capacità del sistema, in primo luogo, deriva, quindi, dall’assenza di ostacoli e di ostruzioni della sezione interessata dagli scarichi finali delle fogne. La manutenzione di questi canali, come dimostrano senza dubbio le foto, non viene assicurata da tempo da parte del Consorzio di bonifica e il Comune di Acerra, che dovrebbe agire con risolutezza per richiedere queste attività e tutelare gli interessi del territorio e della città, non ha esercitato alcuna azione di impulso verso l’ente competente.
Bisogna aggiungere che se il sistema fognario comunale viene ritenuto adeguato allo scopo dopo gli interventi di potenziamento realizzati in questi anni, è indispensabile chiedersi se esso viene mantenuto efficiente con opere programmate di manutenzione e gestione. Il sistema di raccolta delle acque sulle strade, per limitarci all’aspetto più elementare, è incardinato sulle caditoie, le quali risultano in larga parte ostruite da rifiuti e incrostazioni risalenti, di varia natura e tipologia.
Il Comune di Acerra, rispetto a queste attività di manutenzione del sistema fognario, potrebbe contare su due interlocutori: il concessionario che gestisce il servizio idrico e fognario comunale per effetto della convenzione che ne regola i rapporti e la ditta che si occupa del servizio di igiene urbana per effetto del capitolato d’appalto. Dunque, se queste attività di manutenzione non vengono realizzate da anni perché il Comune, pur avendone il pieno diritto, non si è mai attivato per ottenerle?
Bisogna studiare, conoscere, provare a capire e poi eventualmente esprimersi, perché bastano solo queste riflessioni per comprendere che il Comune di Acerra non ha svolto con appropriatezza quanto era nella propria disponibilità e potere per contenere o eliminare il rischio di allagamenti.
Mal comune mezzo gaudio?
No, semplicemente mal “comune”.
Pasquale Marangio

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