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Il Sindaco d’Errico non può farsi scudo di scherzetti e trucchetti: La gravità della situazione lo chiama direttamente in causa!

Acerra. Il Consiglio Comunale, previsto per questa mattina, non si è celebrato. Anzi, è più aderente alla realtà dire che non si è potuto celebrare, in quanto ad un consigliere comunale, Francesco Affinito, non è pervenuta la convocazione. Tale grave omissione ne avrebbe intaccato, irrimediabilmente, la validità della seduta. Sono delineabili, a questo punto, solo due scenari. Il primo è che questa gravissima inadempienza sia il frutto di un errore. In questo caso, siamo di fronte ad una negligenza gravissima dell’ufficio del Presidente del Consiglio Comunale e, indirettamente, del Segretario Generale del Comune. Gravissima per il fatto in sé, ma anche in considerazione della circostanza, rilevante e obiettiva, che l’attuale Presidente ha già svolto per due consiliature questo ruolo ed è stato sindaco per due mandati. Il Segretario Comunale, invece, per quanto sia in carica ad Acerra solo da qualche settimana, avrebbe dovuto svolgere un ruolo di supervisione di atti che richiedono solo una elementare vigilanza. Sempre che il Segretario Comunale sia stata messa nella condizione di esercitare questi compiti che afferiscono al proprio ruolo. Evidentemente, laddove si sia trattato di un errore, urge la necessità di fare chiarezza sui meccanismi decisionali e di controllo nella vita del Comune. Tema per nulla nuovo ed inedito. Il secondo scenario è che l’errore sia stato voluto e determinato, concretizzandosi uno scherzetto o un trucchetto. L’errore è fin troppo grossolano, per non destare sospetti. Il Consiglio Comunale cade in una fase estremamente difficile e particolare per l’amministrazione comunale e la maggioranza. È sotto gli occhi di tutti la crisi che attraversa la città, dove regrediscono i servizi minimi, come testimoniano le conclamate inefficienze, i disservizi, le condizioni precarie di pulizia ed igiene della città. Si avverte l’eco delle fibrillazioni della maggioranza, nella quale non si agitano solo le liste prive di rappresentanza nell’esecutivo. Si diffonde la consapevolezza generalizzata di una giunta che non produce, che non svolge una funzione di programmazione, un esecutivo la cui unica attuale missione è manifestare la propria presenza. La maggioranza, quindi, corre lungo il crinale di una profonda crisi politica. Per questo il Consiglio Comunale rischiava, in queste condizioni, di poter diventare il pretesto per inscenare qualche antipatico incidente politico che avrebbe gettato la maggioranza in un pericoloso stato di tensione. Per questi svariati motivi, il Sindaco della città non può farsi scudo di scherzetti e trucchetti. La gravità della situazione lo chiama direttamente in causa. Deve individuare una responsabilità netta nel caso in cui si è trattato di un errore. Sulla crisi politica della maggioranza non si chiuda nel silenzio. Si faccia carico di un rapporto franco ed onesto con la città, la coinvolga in modo trasparente sui fattori della crisi. I cittadini non possono essere solo spettatori inermi, ma sono e restano gli unici detentori del potere politico e democratico di Acerra.

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