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FdI:Non consentiamo a nessuno di strumentalizzare, né di limitare la nostra libertà di espressione e di pensiero

Dopo tanto silenzio e dopo tanta assenza dal territorio e dalle problematiche dei cittadini inerenti l’arrivo dei rifugiati ad Acerra, l’amministrazione comunale ieri mattina ha indetto una riunione sul tema, alla quale abbiamo partecipato.
E’ stato il momento per ribadire con forza e chiarezza quelle che sono le nostre idee a riguardo, aldilà delle strumentalizzazioni le nostre posizioni restano le stesse, archiviata la vicenda dello scellerato arrivo dei profughi nel quartiere Spiniello, dove la giusta protesta dei cittadini ha evitato che si compisse un vero e proprio crimine nel nome dell’accoglienza arricchendo solo il portafoglio di qualcuno.
Riteniamo fondamentale,  prima di aprire ogni tipo di ragionamento, conoscere il numero di strutture di accoglienza presenti sul territorio, il numero di stranieri clandestini e regolari, presenti attualmente sul territorio comunale, chiediamo inoltre che si avvii una verifica dei requisiti e delle condizioni igienico sanitarie delle stesse strutture.
Ad Acerra vivono nella piena clandestinità un numero non quantificato di immigrati, il nostro centro storico è diventato in questi anni il luogo dove far vivere in monolocali decine di persone che nella migliore delle ipotesi trascorrono le loro giornate senza alcun controllo nelle strade e nelle piazze.  In città vi è un disagio sociale non trascurabile, basti pensare alle centinaia di contributi una tantum che concede il comune per rendersi conto delle condizioni di indigenza che vivono tante famiglie Acerrane.
Riteniamo fondamentale, prima di aprire le porte di casa nostra agli altri, verificare in maniera analitica in che condizioni sia oggi la città. In nome di una solidarietà e di un accoglienza demagogica o peggio ancora a scopo di lucro, non possono essere penalizzati ulteriormente i cittadini di Acerra. Non è possibile allo stesso tempo vedere nelle persone da accogliere un business ed un guadagno da generare ad ogni costo, ciò che è accaduto nello Spiniello ne è la prova evidente: immigrati ammassati in case senza alcun rispetto per i loro diritti umani.
Non è possibile ridurre la questione ad una guerra tra deboli e non si può innescare una bomba sociale, occorre con chiarezza far valere i diritti di tutti. In nome delle emergenze per tanti anni abbiamo assistito al traffico di rifiuti e oggi non possiamo consentire che in nome di un’altra emergenza avvenga un vero e proprio traffico di essere umani.
Pertanto formuleremo nei prossimi giorni delle richieste all’amministrazione comunale per conoscere in maniera puntuale ed analitica quale sia allo stato attuale, la condizione della nostra città.
Abbiamo inoltre appreso dal primo cittadino dello sgombero del campo rom in località Candelara che avverrà prossimamente, facendo alloggiare i nomadi in due palazzine sequestrate ai Clan. Le istituzioni devono assolutamente togliere i nomadi da quelle strutture abusive e prive di qualsiasi condizione igienica, ma dovrebbero pensare a soluzioni come campi autorizzati e controllati, e non certo case da regalare.
Pretendiamo che se ci sia una sola casa libera da poter mettere in disponibilità di qualcuno, quella casa vada data in uso alle fasce più deboli dei nostri concittadini che una casa non possono averla oppure rendere fruibili quelle strutture a disabili, bambini e donne maltrattate.
Riteniamo di esprimere il nostro parere nell’interesse della nostra comunità e per conto di tanti cittadini che nelle ultime consultazioni elettorali ci hanno dato fiducia e sostegno. Non consentiamo a nessuno di strumentalizzare, né di limitare la nostra libertà di espressione e di pensiero, la democrazia ha un valore ed esiste quando ci sono pensieri diversi, la ricerca estrema del pensiero unico di quest’amministrazione comunale ci dà la dimensione dell’idea che hanno . Continueremo a costruire tra la gente una seria e valida alternativa a questo sistema che sta svilendo e distruggendo la nostra città, lo faremo come sempre anteponendo l’appartenenza al territorio prima delle bandiere di partito, lo abbiamo fatto in passato e lo continueremo a fare nel futuro, coerenti con idee e valori ma con le radici ben salde tra la nostra gente.

Il portavoce -Mimmo Camposano

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