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Acerra. Piatto e Lettieri, la diarchia del governo cittadino, hanno vita facile grazie all’ opposizione che non c’è!
L’estate è tempo di vacanze, ma possono accadere tante cose nella vita di una città. Se vivi ad Acerra sei costretto, per esempio, a rinchiuderti in casa, perché i roghi tossici, le colonne di fumo e di cenere ti assediano. La Terra dei fuochi continua ad essere una drammatica realtà.
Purtroppo.
Ma a muoversi non sono solo i fumi per l’aria. C’è anche l’amministrazione comunale coi suoi fatti e i suoi misfatti. E d’estate, l’amministrazione comunale di solito si muove con grande circospezione per portare in porto i propri disegni. Sei anni fa, per esempio, annunciò con tanto di delibera di voler addirittura cancellare Equitalia dalla città.Adesso, invece, con una bella gara di cinque milioni di euro, privatizza l’intera attività delle entrate comunali, tributarie e patrimoniali. Lettieri farà nascere EquiAcerra.
Mentre a viale della Democrazia, nelle stanze chiuse, si cerca di “gestire” la grana del Comandante dei Vigili urbani, il cui concorso è stato annullato dal Consiglio di Stato, ai cittadini vengono recapitati gli avvisi di pagamento del Consorzio di bonifica del Basso Volturno. Giustamente, i cittadini si sentono avviliti, mortificati e presi in giro da un sindaco che – solo poche settimane fa – aveva annunciato la cancellazione del contributo consortile.
In questo pantano l’opposizione che cosa fa?
Dispensa spettacoli politici poco decorosi in Consiglio Comunale e poi, proprio per non farsi mancare nulla, continua sui social a cadere in un penoso ridicolo. L’approvazione di atti di bilancio sono per definizione i più significativi provvedimenti di competenza del Consiglio Comunale, per una valenza politica e programmatica evidente, quanto ovvia. Tutti i cinque consiglieri comunali della coalizione “Ora si cambia”, guidata da Paola Montesarchio, non si sono presentati. Un’assenza del genere, in un Consiglio Comunale del genere, è innegabilmente un fatto rilevante e una grave responsabilità politica. E ci sta che, in una normale dialettica politica e democratica, qualcuno si senta nel diritto o senta il dovere di evidenziarlo. Sarebbe bastato un atto di riconoscimento e consapevolezza per chiudere la polemica.
Politica, nient’altro che politica signori e signore.
Invece è stato il pretesto per scadere in uno scontro personalistico inutile e dannoso, uno spettacolo al dir poco penoso. Ha poco senso interrogarsi se questa polemica derivi da una rivalità personale vissuta con immaturità o da altre ostilità di natura politica.
Ad Acerra questo non interessa.
Il Partito Democratico è incapace di guardare in faccia alla sua crisi. Un partito in enormi difficoltà, incapace di tenere in piedi la coalizione delle amministrative, in pratica dissoltasi nel giro di qualche settimana, che perde la sede storica di Piazza Castello, che si misura con il dissolvimento di una strutturata classe dirigente, che si è condannato all’anonimato in Consiglio Comunale, per una scelta consapevole e rivendicata a più riprese dal Capogruppo consiliare e Segretario cittadino. Sarebbe ingeneroso ed eccessivo, tuttavia, imputare ad una sola persona la colpa di un disastro di questa portata. Ma questi sono i fatti nella loro straripante forza di cui occorre avere la consapevolezza necessaria.
Il Movimento Cinque Stelle di Acerra non può sentirsi tranquillo e immune da colpe. La crisi dell’opposizione al Comune di Acerra, la sua inadeguatezza, è una questione che investe anche il Movimento. L’attivismo delle ultime settimane del consigliere comunale su alcune vertenze industriali del territorio appaiono isolate e improvvisate. A marzo gli acerrani hanno in massa riposto la propria fiducia in Luigi Di Maio e nel Movimento Cinque Stelle. Le grandi responsabilità esercitate, adesso, a livello ministeriale e di governo impongono un’azione imponente e di respiro su questo territorio. Da marzo ad oggi, del Vice Presidente del Consiglio, Ministro dello Sviluppo e del Lavoro, non vi è più traccia personale ad Acerra. Il problema è che manca anche la traccia di un’azione tangibile e rappresentativa a tutela delle ragioni ambientali, economiche, sociali, di legalità e sicurezza di questa comunità. E se questi ritardi dovessero diventare gravi manchevolezze, effettivamente potrebbero rappresentare un clamoroso regalo a chi ad Acerra, ogni giorno, cerca di rifarsi sui social una verginità politica attraverso la polemica, a volte fondata, a volte chiaramente strumentale, contro il governo nazionale e la coalizione grillina/leghista che lo sostiene.

Il Direttore

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