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Parco 900: un sindaco politicamente smemorato!

Parco 900:un sindaco politicamente smemorato!
L’esposto all’autorità giudiziaria presentato da un gruppo di ambientalisti sulle problematiche connesse all’imponente parco realizzato nel quartiere Spiniello ha innescato eccessive e strane reazioni da viale della Democrazia.
In effetti, prima un consigliere comunale di maggioranza, normalmente disinteressato alle ripetute e proverbiali denunce del gruppo ambientalista, ha preannunciato, con un’enfasi molto sospetta e retorica, di denunciare i denuncianti per la denuncia che lederebbe l’immagine del Comune di Acerra, poi, a corredo e in coda, un successivo comunicato del sindaco, contradditorio e sconcertante attraversato da passaggi molti gravi e segnato dal singolare tenore e dagli improbabili argomenti.
Perché tanta importanza a questa denuncia, che riguarda prevalentemente atti e provvedimenti assunti nel tempo dai dirigenti al settore edilizio e urbanistica?
In fondo questa è la vera notizia: su questa vicenda c’è stata una particolare ed eccessiva reattività da parte del potere comunale, tutta da comprendere e capire, se non si vuole scivolare nella infernale dietrologia di cui si avverte da alcuni giorni l’assordante eco.
Il quartiere dello Spiniello Fondola, cioè il quartiere dove vive e proviene il sindaco, nel corso degli ultimi quindici anni, infatti, è stato investito da una massiccia e capillare trasformazione urbanistica, dai forti connotati insediativi. In pochi anni, in un’area periferica e di campagna, sono sorte decine e decine di parchi e palazzi che dovevano rispondere al bisogno di delocalizzazione abitativa di Napoli e dell’area vesuviana. Alla trasformazione fisica e sociale della zona, che ha imposto tra l’altro un mutamento profondo e radicale delle priorità dei lavori pubblici comunali, ha corrisposto il più grande affare di Acerra degli ultimi venti anni, di gran lunga superiore – per dimensione e portata – allo stesso termovalorizzatore.
Si è prodotto lavoro, si è prodotto consenso democratico ed elettorale, ma soprattutto si è prodotta un’ingente ricchezza suddivisa tra imprese, mediatori e professionisti del settore, di tutte le estrazioni, natura e colore.
Il lavoro, gli affari e la ricchezza sono i pilastri portanti del potere, spesso lo determinano, lo generano, ne modificano gli assetti e gli equilibri, ma, nel caso dell’attività edilizia, deve necessariamente misurarsi con il soggetto regolatore e arbitro, il comune, ossia il potere politico locale e gli uffici burocratici che sovrintendono il settore. Questa interlocuzione, tra imprese e professionisti da un lato e uffici e amministratori dall’altro, non è semplice per evidenti ragioni, per le spinte comunque diverse, per i bisogni pressanti inevitabilmente distinti, per incompatibilità delle rispettive esigenze temporali. Nella definizione concreta di questa interlocuzione spesso si vengono a creare rapporti preferenziali tra queste diverse realtà e componenti che favoriscono l’affermazione o il consolidamento di qualche canale privilegiato o, di frequente, esigono l’opera discreta e paziente di qualche facilitatore.

È un pezzo della storia del nostro Paese, raccontata magistralmente nei suoi aspetti più deteriori dal maestro Francesco Rosi nel memorabile “Mani sulla città”. E’ la storia anche di Acerra degli ultimi anni, anche se è doveroso sottolineare che solo la magistratura può accertare l’esistenza di irregolarità o di illeciti, dando per scontato che non siano mancati, nel caso dello Spiniello, gli abusi, le forzature, l’inefficacia dei controlli o la tardività delle verifiche.
Raffaele Lettieri di questa gigantesca straordinaria trasformazione urbana non è stato spettatore. Ha avuto un ruolo importante e di primo piano, ricoprendo, contestualmente ruoli professionali, uomo del territorio, funzioni politiche e tessitore di relazioni stabili con gli uffici. La sua crescita professionale e politica, anzi, si può dire che sia legata in modo tanto indissolubile quanto oggettivo, a questa importante storia di trasformazione di un pezzo della città.
La vicenda del Parco 900, pertanto, al di là degli aspetti tecnici e amministrativi che potranno essere accertati e definiti dalla magistratura solo in parte per l’effetto prevedibile della prescrizione, chiama direttamente in causa, il ruolo e la storia politica di Raffaele Lettieri più di quanto si possa credere.La vicenda del Parco 900, dal nome impegnativo e carico di suggestioni, quindi, espone chiaramente il sindaco della città sul terreno politico e istituzionale, quindi l’unico che conta in questo peculiare momento.
È un punto evidente, indiscutibile, di fragilità e di debolezza.
Di questo, forse, erano consapevoli i presentatori dell’esposto, ma forse di questo particolare così rilevante, si può scommettere, ne è consapevole anche qualcun altro pronto a sfruttare la momentanea difficoltà del sindaco, per determinare nuovi equilibri amministrativi e tentare di ridisegnare la geografia del potere comunale.

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