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Quarta linea: tra accelerazioni e frenate a secondo delle circostanze, dei momenti e degli umori! Di Pasquale Marangio

Il “question time” al Consiglio Regionale della Campania di oggi sulla vicenda della quarta linea di combustione del termovalorizzatore, invece di fornire elementi di rassicurazione alla comunità di Acerra, potrà alimentare soltanto la confusione, i dubbi e le incertezze.
Vediamo perché.
Sulla prospettiva di potenziare l’impianto di Acerra con una quarta linea, concepita come riserva e completamento del termovalorizzatore, il Presidente della Regione ha speso, a più riprese, parole nette e soprattutto ampiamente documentate. A seconda delle circostanze, dei momenti e soprattutto degli umori prevalenti, ha tuttavia dato a volte l’impressione di imprimere delle accelerazioni, altre invece di frenare.
Con la legge regionale di assestamento in bilancio, però, è intervenuto un elemento di novità fondamentale. Con la creazione di un apposito fondo vincolato, che peraltro si incrementerà nel tempo, la realizzazione di una quarta linea di combustione ha conseguito, con forza di legge regionale, la copertura finanziaria e programmatica per essere avviata. A questo proposito, appare davvero singolare che ad un provvedimento dirigenziale si possa attribuire il potere di fornire l’interpretazione autentica della legge. È, infatti, solo il Consiglio Regionale che può, con un proprio atto, avente valore di legge, rimuovere quanto stabilito con l’assestamento di bilancio.
L’interrogazione presentata dal Consigliere regionale, dopo il voto favorevole all’assestamento, ha avuto la finalità, fin troppo comprensibile, di provare ad arginare le polemiche e il clima di tensione che si è venuto a creare ad Acerra soprattutto dopo la presa di posizione del Vescovo, largamente attesa. Gli argomenti sollevati e le obiezioni manifestati oggi dal Consigliere regionale avrebbero avuto ben altro vigore e significato se fossero stati espressi in sede di approvazione della legge di assestamento.
Così non è stato ed è un fatto!
Si deve aggiungere che a rendere questo passaggio istituzionale poco rassicurante è la tematica dell’obsolescenza dell’impianto di Acerra, a cui anche il Vice Presidente della Regione Campania ha fatto ripetutamente cenno nei suoi interventi. Si deve infatti ricordare che sia in corso, proprio in Regione Campania, la Conferenza dei servizi per il rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale del termovalorizzatore. Le modifiche necessarie per rendere l’impianto più moderno, attraverso le tecnologie più avanzate e compatibili esistenti, in fondo costituisce il merito essenziale della procedura autorizzativa, la quale si può concludere anche con la definizione di prescrizioni vincolati.
A questo punto, si è legittimati a chiedersi, in nome dell’interesse generale e del principio di precauzione, perché la questione, affrontabile adesso nella Conferenza di servizi, in quadro di attualità e di effettività nell’ambito di un procedimento disciplinato dalla legge comunitaria, è stata rinviata ad una indecifrabile programmazione?
Acerra, nel frattempo, può e deve solo sperare che non intervengano fattori di crisi nella gestione dei rifiuti, perché, in questo caso, potrebbero cambiare gli umori e la macchina a rimettersi in marcia.
Questa volta con il carico di una efficace copertura legislativa regionale.
Pasquale Marangio

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