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Sindaco: basta una tenda e una catena! Di Pasquale MARANGIO

Era abbastanza chiaro che la vicenda Pellini, depurata di ogni forma di politicizzazione e strumentalità, indicasse alle istituzioni di agire – contestualmente – in alcune particolari e specifiche direzioni. La giustizia si amministra in nome del popolo italiano. La sentenza della Corte di Cassazione – che ha sancito la caducazione della confisca – è purtroppo l’esempio vivente di un conflitto insanabile tra diritto e giustizia. In questi casi, lo Stato, in tutte le articolazioni e svolgendo tutte le verifiche imposte dalla rilevanza del caso, deve dar conto delle ragioni che hanno condotto ad un esito così clamoroso ed inaccettabile, diradando ogni dubbio, perplessità o riserva che possa albergare nei cittadini. La Costituzione prevede due funzioni e poteri fondamentali del Ministro di Grazia e Giustizia: l’organizzazione dei servizi e la titolarità dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Il Ministro, quindi, doveva tempestivamente esercitare queste prerogative e accertare ogni circostanza e responsabilità. Al momento questi poteri non risultano esercitati.

Sulla vicenda del danno ambientale, invece, è intervenuto in una trasmissione televisiva l’ex Ministro dell’Ambiente, Sergio Costa. Ha chiarito, ammesso che vi fosse il dubbio, che lo Stato è nella condizione giuridica di poter esercitare l’azione giudiziaria per ottenere il risarcimento previsto dalla legge, il Testo Unico per l’Ambiente. In queste settimane si sono rincorse dichiarazioni e valutazioni di diversa natura sul tema del danno ambientale, soprattutto in ordine alle iniziative prodotte in questi anni dal Ministero dell’Ambiente, con l’ausilio dell’Avvocatura distrettuale dello Stato, e dal Comune di Acerra. In questa fase queste doverose ricostruzioni possono attendere qualche settimana. La priorità è che l’amministrazione comunale di Acerra, a partire dal Sindaco della città, deve assumere una forte iniziativa verso il Ministero dell’Ambiente per richiedere l’adozione degli atti necessari per instaurare il procedimento. Rimuovendo, per coerenza e serietà, ogni imbarazzo nell’ente locale, il Sindaco della città deve recarsi a Roma, a viale Cristoforo Colombo, e ottenere risposte e chiarimenti puntuali dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Non possono più bastare comunicazioni ufficiali, note e solleciti informali e posta certificata: compri una tenda e, se necessario, una catena per ancorarsi saldamente alla porta d’ingresso del Ministero.

 Pasquale Marangio

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