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Sindaco: “Chi non fa non è!” Di Vincenzo Angelico


Acerra. La crisi della politica, in generale, ma soprattutto in quella degli enti locali, ha determinato negli ultimi anni, un cambiamento nei rapporti di forza nell’ambito del normale confronto tra maggioranza e opposizione. Rapporti condizionati sempre più dal vissuto dell’ amministratore locale, dalla sua educazione, dalla sua cultura, dalla senso di responsabilità e soprattutto dalla sua arroganza e di come egli intende il concetto di “Cosa pubblica”. Tutto questo ha relegato l’opposizione a semplice “tassello di riempimento” di un sistema più complesso. Quindi, oggi più che mai, l’opposizione è demandata notevolmente ai media coraggiosi e liberi, non prezzolati , ai social ed ai cittadini… quelli di buona volontà e non asserviti, se non alla passione per la propria città.
Ad Acerra questo fenomeno è più tangibile che in altre comunità locali, forse ciò è riconducibile alla mancanza o esuberanza di alcuni dei principi anzidetti. La sintesi è sotto gli occhi di tutti e l’epilogo è rappresentato dallo snaturamento del consiglio comunale. Eppure i consigli comunali si dovrebbero “celebrare” e non disattenderli se non al solo scopo di sottrarsi alle responsabilità politiche….
Altre volte si disattendono soprattutto per autoreferenzialità. Quindi è di moda il carteggio, “l’epistola”.
Si scrive al Sindaco, al Vescovo, seppur nella consapevolezza di rappresentare l’altra faccia un mondo politico cittadino oramai obsoleto. Il ricorso a questa pratica, può essere percepito anche come una resa politica. Io lo ritengo l’ennesimo tentativo di scuotere un sindaco dallo stato di atarassia nella quale si crogiola, beatamente, da un anno… Comunque, iniziativa politica da apprezzare, ma l’ambiente e le centraline meritano di più, soprattutto quando il responsabile della salute pubblica è anche medico.
Da elettore non ho votato questo Sindaco, ma oggi è anche il mio Sindaco. Pertanto è a Lui che rivolgo alcune riflessioni, peraltro condivise da molti, al solo scopo di una sana e serena riflessione. Il governo di un territorio è prerogativa della politica, mentre la cura dello Spirito e l’esercizio della fede è materia di altre Istituzioni. Quindi è al primo cittadino che rivolgo questo mio appello, sintesi di un analisi di ciò che è frutto di una mala gestione nel segno della continuità.
A tal punto è d’obbligo ricordare al primo cittadino che nel “segno della continuità” si rafforza e si rinnova ad Acerra la “tiritera” politica, quella dai contenuti sterili ed inconsistenti, e sempre più spesso di facciata.
Si continua a maltrattare un popolo che avrebbe bisogno di più trasparenza e responsabilità amministrativa.
Personaggi della maggioranza di governo cittadino continuano, con passo deciso e con fare arrogante, nella loro “evangelizzazione” urbana, estorcendo sparute note di consenso, soprattutto durante momenti di convivio. Il disertare l’odierno Consiglio comunale da parte di alcuni amministratori ne testimonia la evidente distanza creatasi tra amministratori ed amministrati, evidenziandone la irresponsabilita politica. Si continua a sostenere che in città tutto va’ a meraviglia e che la legalità è una pratica di uso comune. Ciò non risponde al vero. Questa politica dominante ha fatto della legalità’ il proprio fiore all’occhiello.
Siamo sicuri?
Si è legalizzato, attraverso probabili artifici e raggiri, l’interesse privato penalizzando interesse pubblico, ed anche alcune aree di parcheggio pubbliche, sono diventate per prassi e per non curanza, di gestione privata. Si rinnovano in città momenti di folclore e storia, tra questi , troneggia l’ assalto al Castello e nel mentre i trombonieri e sbandieratori e qualche schioppo distraggono i popolani, la politica, quella che dovrebbe amministrare, prosegue nella erosione lenta degli stessi principi che la dovrebbero contraddistinguere: buon senso, responsabilità, etica morale e deontologica.
Le feste rappresentano sempre un momento di aggregazione e condivisione sociale.
La politica la trovi per le strade che comunica con il cittadino. Questo è ciò che di rilievo è avvenuto ad Acerra con l’ultima manifestazione di “Piazza Castello”.
Momento di convivio, tanto enfatizzato.
Stessa enfasi andrebbe riservata anche ad altri assalti. In particolare “all’assalto“ avvenuto, già da tempo, da alcune forze di polizia alla roccaforte “ municipale “ di Viale della Democrazia.
Da tempo è iniziato l’accerchiamento del maniero, ed inviati di guerra riferiscono della conquista di posizioni con relative acquisizione di un bottino di rilevante valore. Manca solo l’apertuta di qualche scrigno con relativo scacco alla Regina. Un fatto grave, quando si arriva alla Regina… poi ne consegue lo scacco matto al Re!
Sembra una favola, ma non lo è.
La città deve conoscere anche queste cose, seppur garantendo le previste prudenze di legge. È più comodo e profiquo, per qualcuno, ricorrere alla distrazione delle masse che all’informazione. Di contro a tanta impavidità, una mesta opposizione, a tratti anche agonizzante e poco pungente. Da questi, qualche intervento, qualche lamentela, e qualche “lettera“ consapevoli di rappresentare l’altra faccia politica, ma della stessa medaglia. Mentre durante la celebrazione dei consigli comunali si consumano gli abusi di potere di alcune figure, incoraggiate dall’assordante silenzio e spesso assenso del primo cittadino, oramai avvezzo a delegare non solo l’ordinario, ma anche lo straordinario. Nei Paesi socialmente evoluti, il ruolo dell’opposizione misura e definisce lo stato della democrazia all’interno di un sistema politico.
Un sindaco deve possedere le capacità per reagire e ricordarsi del vecchio adagio, ”chi non fa non è“.
Il popolo ha votato confidando nel rinnovamento, mentre il primo cittadino si ostina nella continuità.
Bisogna agire finchè si è in tempo, mettere a disposizioni le energie migliori al servizio dei cittadini.
Si deve andare oltre l’algida predica della legalità e imporre anche la pratica di questa virtù.
Quando si rappresentano le istituzioni, anche il dubbio sull’esercizio del proprio ruolo, è motivo di assunzione di responsabilità.
A volte impone scelte coraggiose che ne sottolineano la coerenza ed il rispetto verso l’elettorato, ma il perseverare nel ruolo e nella condotta è solo una becera ostentazione del potere derivante dal consenso e non dal buonsenso. Un primo cittadino ha molto da fare in questi ambiti e gli insuccessi accumulati a riguardo in questo anno, sono percepiti dal popolo, inevitabilmente di poca valenza, di scarso potere e di sudditanza politica.
Ritengo che Lei non sia ancora tutto questo.
Tuttavia, Il popolo ed altre istituzioni aspettano, confidando in uno scatto di orgoglio.
Ad Acerra si vive una crisi generale, non vi è settore che non agonizzi: spopolamento del centro storico, mancanza di mobilità cittadina, l’agricoltura allo stremo, mancante di una progettualità programmatica, se non nella previsione di una catena del freddo, che riassunta, trattasi semplicemente di una “cella frigorifero”.
Benedetti “Stati Generali dell’Agricoltura!
Tutto questo a corollario di ben altre e più importanti emergenze, da quella ambientale a quella sanitaria. Altre attenzioni meriterebbero i numerosi fenomeni di abusivismo degli ambulanti improvvisati durante i fine settimana, nonchè del pullulare di postriboli che riguardano le nostre periferie.
Ad Acerra le “ lucciole” brillano anche di giorno. Da ultimo, ma non ultimo, l’impiego ottimale e profiquo del personale della polizia municipale, che a tutt’oggi continua, in ordine sparso, ad esercitare, quando può, il suo ruolo, a volte inconsapevole dei doveri, ma soprattutto delle responsabilità derivanti dal proprio status.
Lei Sindaco ha cognizione di queste criticità ?
E se le conosce, che iniziative ha i intrapreso?
L’ultima, per l’abbattimento delle polveri sottili e dell’alternanza veicolare… E’ proprio convinto che le auto siano le sole responsabili? Penso che le analisi di caratterizzazione sul territorio debbano essere fatte anche in altri settori. A Lei gli onori, ma anche gli oneri. È dovere di un amministratori informare l’elettorato, favorire la comunanza, e condividerne le responsabilità. Questo si chiama buon governo che Lei, nonostante tutto, può ancora praticare.
A volte non fare, non significa non rischiare, ma significa omettere e questo configura ben altro. Confidando in Lei, che ben conosce le responsabilità amministrative , mi auguro, come tanti acerrani ,in un uno scatto di orgoglio che Lei sindaco deve al dottor Tito d’ Errico, professionista stimato, al quale rinnovo sentimenti di vicinanza e rispetto.
Vincenzo Angelico
Fratelli d’Italia
“Cambiamento Davvero “

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