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Sindaco fai chiarezza sugli appartamenti e sulle proprietà!

Sindaco fai chiarezza sugli appartamenti e sulle proprietà!
Da diverse settimane girava la voce, soprattutto nei capannelli di strada che si formano sui marciapiedi e in piazza, dietro la scusa del caffè e del bar, tra consiglieri comunali, dirigenti di partito e cittadini interessati. Dopo alcuni giorni, la notizia ha cominciato a farsi spazio sui social network, fino a rimbalzare, in occasione dell’approvazione del bilancio di previsione, sui banchi del Consiglio Comunale.
Di cosa si tratta?
Gli amministratori pubblici, come è noto, sono obbligati dalla legge, con evidenti finalità di trasparenza e controllo diffuso, a pubblicare ogni anno la propria dichiarazione dei redditi e lo stato patrimoniale della propria famiglia. La legge obbliga anche il sindaco della città di Acerra, ovviamente, e le relative dichiarazioni sono online sul portale istituzionale del Comune. È stato notato che – durante l’esercizio del mandato di primo cittadino – il consistente e rilevante patrimonio immobiliare posseduto da Raffaele Lettieri al momento delle elezioni, composto da diversi appartamenti e qualche terreno, tra il 2013 e il 2014, viene improvvisamente e interamente alienato.
In realtà, la questione era stata già in precedenza osservata. La grave situazione di degrado della vita pubblica attraversata dalla città e un maturo senso di responsabilità, tuttavia, avevano consigliato di evitare di gettare benzina sul fuoco e di sollevare comprensibili e giustificati polveroni, in attesa che il diretto interessato comprendesse, in ossequio alle finalità di trasparenza perseguite dalla legge, la necessità di fare definitiva chiarezza.
Un privato cittadino ha il diritto alla riservatezza; un uomo pubblico che ricopre importanti e delicati ruoli istituzionali, invece, ha il dovere esattamente opposto. Del resto nessuno ha l’obbligo di rappresentare il popolo e le istituzioni pubbliche, tanto meno gli viene prescritto da un medico o intimato da una confessione religiosa.
Si compie una libera scelta, facendosi carico di tutte le conseguenze, anche di dover rendicontare a tutta la cittadinanza e giustificare davanti all’opinione pubblica operazioni per tutti i cittadini personalissime e private.
Peraltro, ad intorbidire ancor di più le acque vi sono le vicende della campagna elettorale che hanno generato e continuano a generare tanto clamore, in particolare  per le ingenti spese elettorali sostenute proprio dall’attuale sindaco. I tanti dubbi e interrogativi sollevati non hanno trovato finora alcuna risposta dal reticente primo cittadino che, nonostante solenni impegni pubblici assunti e le diverse richieste avanzate dalla stampa e dalle opposizioni, non ha mai reso disponibile l’estratto conto e i movimenti registrati sul proprio conto corrente dedicato alla campagna elettorale.
La vicenda, a questo punto, ha assunto e assumerà sempre di più un obiettivo significato politico. Alimentare i sospetti e i dubbi, alla fine, indebolisce fortemente le istituzioni e la credibilità della politica. Alcuni consiglieri comunali temono che l’alienazione dell’intero patrimonio immobiliare possa essere stata preordinata a difendere la ricchezza del sindaco da eventuali azioni della Corte dei Conti, a cui però continuerebbero ad essere esposti loro, con il proprio patrimonio personale. Quindi, si chiedono quali sarebbero le gestioni amministrative allegre portate avanti dal sindaco che teme, evidentemente, per le possibili contestazioni da parte della magistratura contabile.
Molte altre, ulteriori considerazioni e riflessioni, peraltro logiche fondate, vengono avanzate, ma poiché travalicano i confini e le ragioni della politica locale, è giusto lasciarle cadere, per una netta e consapevole scelta editoriale, nel chiacchiericcio di viale della Democrazia.
Il punto, adesso, è che, comunque e in ogni caso, il sindaco deve abbandonare il silenzio, un silenzio a questo punto colpevole e irresponsabile, facendo chiarezza su questi aspetti di fondamentale importanza per la vita democratica e amministrativa, altrimenti farà precipitare la città di Acerra verso elezioni amministrative da paura. Si può scommettere che in tanti resteranno a casa, ad osservare quando lo strazio finirà e soprattutto in che modo.

Il Direttore

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